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_____1-10-2019_____

 

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Le attività economiche del nostro paese

Siamo convinti che non ci sia futuro senza passato.


Vogliamo pertanto accennare, seppure brevemente, ad alcune delle attività più interessanti della vita paesana dei primi 70/80 anni del '900 e che riguardano aspetti economici, industriali, artigianali, ma soprattutto umani dei suoi abitanti.

S. Nicolò, agli inizi del '900, era un paese dedito soprattutto all'agricoltura. Famiglie numerose (Banetta, Bucataio, Burani, Lanari, Palomba, Piccioni, Santantonio, ecc.) coltivavano la ricca pianura della media valle del Tevere con ottimi risultati (grano, mais, vite, canapa, barbabietole, ecc.).

Anche l'allevamento e soprattutto il commercio dei bovini (ricordiamo le famiglie Bulletti, Sensi, Tonelli, ecc.) sono state per anni alcune delle attività economiche più redditizie insieme a quella del trasporto degli animali e non solo (gestita dalle famiglie Bianchi, Checcarelli, Granocchia, Luchetti, Menghini, ecc.).

Non di meno la piccola industria, se così la possiamo chiamare, ha avuto una notevole importanza economica e di sostentamento della popolazione.
In primis l'attività dell'Azienda elettromeccanica dell'Ing. Ciro Chiarini e di quella di produzione di manufatti in cemento e graniglia (mattonelle) di Gilberto Rossi, successivamente proseguita, seppure per pochi anni, da Alberto Ciacci.

 

S. Nicolò di Celle è stato però conosciuto, in tutta la fascia che va dal Lago Trasimeno alla montagna folignate passando per Perugia, come il paese della produzione e impagliatura delle sedie in legno.

Alla fine dell'800, con il passaggio dalla sedia con "piano" (seduta) in legno a quella "impagliata", a S. Nicolò di Celle si sviluppò una delle attività economiche di maggior interesse: quella della costruzione e "tramatura" (impagliatura) delle sedie.
Il modello "Teverina", pur se destinata alle abitazioni dei poveri, dette il via a fiorenti affari.
Quasi in ogni famiglia, qualcuno, nel corso dell'anno, dedicava del tempo a queste operazioni; all'inizio del 1900 si contavano circa 100 addetti.
Tra questi, quelli che facevano della produzione di sedie la loro attività principale, si ricordano i fratelli Giuseppe (l'abrugèto) e Marsilio ('l loffo) Granocchia e i fratelli Valentino (Valentino del romano) e Gualtiero (tolone) Goretti.
Quasi tutti i "sediari", invece, durante il giorno e durante la buona stagione svolgevano un altro lavoro (la loro attività primaria); la maggior parte di loro faceva il muratore, il contadino o la "donna d' casa" .
Nel periodo a cavallo della seconda guerra mondiale (ma soprattutto subito dopo) molti "sediari" di S. Nicolò si recavano a Foligno in occasione della Fiera delle cipolle (14 Settembre) e della Fiera delle merang(u)le (24 Gennaio) per vendere le loro sedie.
Si racconta che, per ciascuna delle due fiere, si portassero a Foligno anche 3000 sedie; si partiva il giorno prima con i carretti trainati da cavalli (Pasqualino de Santantonio e 'l Bettonese portavano anche 300 sedie ciascuno).
Dopo i cavalli si passò al trasporto con il camion ('l Bettonese e (A)ndreino de Bonaca).

 

Tutte le attività ricordate facevano di S. Nicolò un paese moderatamente ricco (per quei tempi) dove fiorivano altre attività artigianali importanti che avevano attinenza con quelle descritte e che, invece, mancavano nei paesi limitrofi.
A S. Nicolò c'erano un fabbro/maniscalco, due forni pubblici a legna per la cottura del pane, due macellerie, due falegnamerie, un ciabattino, sei "botteghe" (negozi per la vendita di prodotti alimentari), una rivendita di generi di monopolio, un punto vendita del Consorzio Agrario Provinciale, un negozio di vendita tessuti, due mercerie e rivendita di articoli vari.
Senza contare, dal punto di vista logistico, la presenza di una importante stazione ferroviaria dalla quale venivano spediti, ogni sabato, diversi vagoni merci pieni di bovini e, quotidianamente, vagoni di ceramiche di Deruta destinate anche al porto di Livorno con destinazione USA.
Non a caso perciò il paese è stato, ed è ancora, sede di uno sportello bancario e di un Ufficio Postale.

© Associazione Culturale - Anima Lieve - San Nicolò di Celle

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